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San Severino, centinaia di partecipanti all'iniziativa di "Salvalarte"

“Salvalarte”, la campagna di Legambiente per la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico minore, ha fatto tappa a San Severino per accendere i riflettori sulla “Maestà Panicali” e ha registrato l’adesione di oltre un centinaio di persone, interessate a scoprire i tanti affreschi devozionali mariani sparsi nel vasto territorio settempedano. Dopo il convegno introduttivo, coordinato dall’architetto Luca Maria Cristini e al quale sono intervenuti il vice sindaco di San Severino, Sante Petrocchi, e la responsabile nazionale di “Salvalarte”, Federica Sacco, ha avuto infatti un grande successo l’iniziativa itinerante grazie a un pullman stracolmo di partecipanti – messo a disposizione dall’Amministrazione comunale – e alle circa 15 auto private che, cariche di visitatori, si sono accodate per il tour. Folta la delegazione comunale, così come quella del Rotary Club di Tolentino, con in testa la presidente Maria Teresa Cristini. Sono state visitate sette chiese, ricche di preziose opere d’arte, ed è stata scoperta anche la cantina dell’azienda “Antico Terreno Ottavi”, dove nasce il vino Doc “I Terreni di Sanseverino”. Ma, come detto, al centro della tappa settempedana c’era lo splendido dipinto di Panicali raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e attribuito da alcuni, fra i quali l’on. Vittorio Sgarbi, a Lorenzo Salimbeni. I danni arrecati dal terremoto sembrano aver alimentato il rischio di perdita di quest’antica opera devozionale. Proprio per questo, dal 2000 il Circolo di Legambiente “Il Grillo” assieme all’Accademia di Belle Arti di Macerata ha adottato l’opera eseguendo rilievi architettonici, geologici e sullo stato di danno della piccola cappella. Grazie all’intervento della Provincia, il “Grillo” ha ottenuto alcuni fondi per cofinanziarne il restauro e con “Salvalarte” confida di completare l’acquisizione delle risorse necessarie a scongiurare che il prezioso dipinto venga strappato e musealizzato. “La storia della Maestà di Panicali è simile a quella di molte altre immagini sacre mariane nel territorio di San Severino, emblema di un’identità territoriale, caratterizzata non solo da imponenti opere artistiche, ma anche da piccoli tesori nascosti – ha dichiarato Luca Cristini del Circolo “Il Grillo” –. Proprio per questo siamo convinti che la Maestà di Panicali debba restare nel luogo nel quale e per il quale è stata dipinta. I due giorni settempedani organizzati con ‘Salvalarte’ vogliono dare avvio a un tavolo di lavoro immediato che veda uniti Legambiente, Sovrintendenza, Comune, Accademia di Belle Arti, Rotary Club di Tolentino in un urgente intervento di restauro.”


Nelle foto: l’uscita di una parte dei partecipanti dalla chiesa di Aliforni; la fila per l’ingresso nella cappellina di Cesello; il saluto del vice sindaco Petrocchi al convegno nella sala degli Stemmi in Comune.


San Severino Marche, 29 ottobre 2007
 
Autore: Mauro Grespini
TASK Srl
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