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La torre del Duomo vecchio e la torre Smeducci, monumenti simbolo della città di San Severino Marche, casi studio al Politecnico di Torino nell’ambito di un seminario sul terremoto nel centro Italia. Negli scorsi mesi un team di super esperti del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture dell’Ateneo piemontese aveva effettuato, insieme a una squadra specializzata nel disaster recovery, una serie di rilievi e attività di monitoraggio utilizzando tecniche molto innovative avvalendosi anche dell’ausilio di droni, laser scanner e scanner 3D. Dopo il lavoro di raccolta dei dati si è passati allo studio vero e proprio nel corso del quale sono stati affrontati diversi aspetti disciplinari: dal telerilevamento alla geotecnica, dal monitoraggio strutturale alle proposte di ricostruzione a breve e lungo termine. Molto significativo il contributo del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica. Ad intervenire, tra gli altri, anche il prof. Donato Sabia, docente di Ingegneria Sismica, che ha presentato i progetti sviluppati nell’ambito delle collaborazioni strategica tra il Politecnico e il Comune di San Severino. Sulle storiche torri settempedane sono stati posizionati impianti di monitoraggio per la realizzazione di prove non distruttive di caratterizzazione dinamica utili a comprendere il comportamento strutturale. Protratto nel tempo tale monitoraggio permetterà di evidenziare eventuali modifiche del comportamento della struttura come quelle prodotte, ad esempio, da danneggiamenti indotti da eventi sismici ripetuti, dal degrado dell’apparato murario, dall’evoluzione di criticità preesistenti o da eventuali altre cause. L’aspetto peculiare del sistema di monitoraggio è il suo carattere non invasivo sia nei riguardi della struttura, sia nei confronti dell’apparato decorativo.Il Politecnico di Torino, collaborando con il Comune di San Severino Marche, ha messo a disposizione tutta la conoscenza e la strumentazione scientifica necessaria per facilitare le attività di soccorso, per realizzare le mappe utili a conservare l’immenso patrimonio storico artistico presente nell’area colpita dal sisma, dimostrando che effettivamente il mondo della ricerca è di fondamentale importanza ed è socialmente attivo più di quanto si possa immaginare.

Nella prima fase degli studi che hanno interessato l’area di Castello al Monte, sono stati creati modelli tridimensionali sia della torre degli Smeducci che della torre campanaria, visti dall’esterno ma anche dall’interno ed è stato realizzato anche un “modello navigabile” dei due monumenti. Gran parte delle indagini sono state condotte con il supporto dell’architetto Pier Domenico Pierandrei, consigliere comunale con delega alla Valorizzazione del centro storico.

Informazioni

Data di pubblicazione26/06/2017
AutoreDaniele Pallotta - Ufficio Stampa
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