Chiusura del Giudice di Pace. Il sindaco Martini: “La giustizia non ci ha guadagnato nulla”

“Non credo che la giustizia abbia guadagnato qualcosa con la chiusura dell’ufficio del Giudice di Pace di San Severino Marche. Noi siamo stati disponibili al massimo offrendo locali e pagamento utenze insieme a un’unità in più per la segreteria ma il ministero è arrivato a chiederci addirittura tre figure da formare in base a criteri e a una selezione che avrebbe portato via da altri uffici della nostra Amministrazione funzionari indispensabili”. Il primo cittadino settempedano, Cesare Martini, riassume con amarezza la sorte di un’istituzione considerata storica: “Con alcuni avvocati settempedani, guidati dal compianto battagliero Pasquale Callea, abbiamo tentato diverse azioni e avviato ripetute iniziative, indirizzando missive e proposte anche al ministero, perché non si giungesse a questo finale amaro per la giustizia in generale. Resto convinto – prosegue il sindaco di San Severino Marche -, che la soluzione migliore non si doveva ricercare nella formazione e nell’utilizzo di ulteriore personale bensì nell’allargamento della circoscrizione del nostro ufficio del Giudice di Pace ad altri Comuni del territorio della nostra Comunità Montana. Nella lettera del 10 dicembre con la quale il presidente del Tribunale di Macerata, Alessandro Iacoboni, annuncia la soppressione si specifica: “Si evidenzia che l’esiguità del numero degli affari pendenti non può giustificare l’ulteriore apertura dell’ufficio nella prevista fase transitoria”. Al momento saranno solo trasferiti i fascicoli per la smobilitazione generale verranno date ulteriori disposizioni”.

Contenuto inserito il 15/12/2014

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Autore Daniele Pallotta - Ufficio Stampa

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