Consiglio comunale dice sì a trasformazione Cosmari ma frena su rifiuti pericolosi

Sì alla trasformazione societaria del Cosmari e alla fusione, per incorporazione, della società controllata Sintegra Spa, no all’incenerimento dei rifiuti pericolosi nel territorio di San Severino Marche che rimane un territorio sotto attento controllo. Il via libera, e il richiamo, sono giunti dal Consiglio comunale settempedano che, nel corso dell’ultima seduta, ha approvato uno specifico punto all’ordine del giorno sul nuovo assetto società del consorzio per lo smaltimento dei rifiuti del maceratese.

“L’assise cittadina tuttavia – sottolinea il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini – ha anche votato un emendamento, presentato dal sottoscritto, in cui prende le distanze dall’eventuale utilizzo, a seguito di trattamento, dei rifiuti solidi urbani per la produzione di energia. Non diciamo no ad energie alternative pulite, alla digestione anaerobica dei rifiuti per la produzione del compost e dell’energia elettrica da biogas, ma ci opponiamo decisamente, e ancora una volta fermamente, alla combustione dei rifiuti pericolosi e, in particolare, dei cosiddetti Css, i combustibili solidi secondari, su cui la problematica è ancora molto aperta. Da tempo abbiamo avviato una battaglia, con tanto di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, perché questa ipotesi non divenisse concreta con l’incenerimento dei Css alla Sacci. Adesso non siamo certo disposti ad abbassare la guardia ed è per questo che chiederemo all’assemblea del Cosmari di fare chiarezza su di un punto del nuovo statuto. Sicuramente si tratta di una preoccupazione esagerata ma, vista la parte che devono fare i Comuni nel consorzio, vista la necessità della tutela della salute pubblica, ci è sembrato doveroso – precisa il sindaco Martini – sottolineare questo aspetto e chiedere l’introduzione di una piccola postilla”. Il primo cittadino conclude affermando che “E’ importante che anche la minoranza abbia partecipato alla votazione e che abbia inoltre suggerito un suo emendamento con il quale si dà mandato al sottoscritto di far presenti tali criticità alla Regione e all’ATA e che eventuali attività, impattanti a livello ambientale, debbano essere condivise unanimemente dai territori e recepite dal Piano d’Ambito”.

Contenuto inserito il 04/12/2014

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Autore Daniele Pallotta - Ufficio Stampa

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