“Francesco e il Sultano”, mostra racconta l’incontro sull’altra riva

Una mostra che parla di un incontro di otto secoli fa ma che sembra essere un incontro ancora oggi molto attuale. Una mostra che racconta di un uomo di tutti i tempi, che è anche uomo del nostro tempo. Una mostra che affronta temi come il dialogo interreligioso, la necessità di superare ogni fondamentalismo, l’esigenza di un dialogo e di un confronto, che sono questioni di grandissima contemporaneità.

Fino all’8 dicembre prossimo la chiesa di Santa Maria della Misericordia, in piazza del Popolo, ospita l’esposizione: “Francesco e il sultano 1219-2019. L’incontro sull’altra riva”.

Patrocinata dal Comune di San Severino Marche e allestita grazie al Centro di esperienza e di formazione francescana che ha sede presso il convento dei frati minori cappuccini di San Salvatore in Colpersito, alle Sorelle povere di Santa Chiara, all’Ordine Francescano Secolare e al Centro culturale “A. Tarkovskij”, la mostra è stata inaugurata dal cardinale Edoardo Menichelli e dal sindaco Rosa Piermattei alla presenza, tra gli altri, del presidente del Centro culturale “A. Tarkovskij”, Angelo Cantenne, del responsabile del Centro di esperienza e formazione francescana di San Severino Marche, padre Pietro Maranesi, dell’assessore comunale Tarcisio Antognozzi.

Ad introdurre la visita al percorso espositivo il professor Massimo Ciambotti, membro del direttivo del Centro culturale “A. Tarkovskij”, il quale ha ricordato il legame diretto di San Francesco con il convento dei cappuccini di San Severino Marche, dove soggiornò per due volte.

“La mostra – ha ricordato Ciambotti – parla di un incontro semplice e straordinario, avvenuto nel 1219 a Damietta, città in Egitto situata sulla foce del Nilo: San Francesco incontra il Sultano Al-Malik Al-Kamil, nipote diretto del Saladino. Francesco era arrivato in Siria nel giugno 1219, trentasettenne, partendo con una nave da Ancona. Aveva già provato a fare questo viaggio nel 1212, ma le condizioni avverse del tempo non gli permisero di raggiungere la Palestina e aveva dovuto ritornare ad Assisi, facendo tappa proprio a San Severino presso le pie donne che abitavano il monastero di Colpersito. Ma perché Francesco volle andare di persona in Palestina e in Egitto? Perché volle fortemente incontrare il Sultano, rischiando la vita ovviamente? Perché ne uscì vivo, nonostante fosse un nemico, cristiano? Sono domande a cui la mostra tenta di rispondere”.

La mostra si divide in tre parti: la prima introduce nel tempo di San Francesco e  consente di capire quali sono le premesse del viaggio e le ragioni, la seconda è dedicata specificamente all’incontro, a quello che successe e a quello che ne seguì, la terza a ciò che questo incontro insegna oggi. Infine il percorso presenta un’appendice dove si narra del passaggio di San Francesco nel convento di Colpersito.

Contenuto inserito il 26/11/2019

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Autore Daniele Pallotta - Ufficio Stampa

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