Museo delle opere sottratte alle scosse a palazzo Vescovile “Un segno di rinascita”

“Il ritorno a casa di tante opere è una notizia che ci riempie di gioia e di felicità. Abbiamo sempre auspicato questa soluzione. San Severino Marche, città d’arte, è pronta ad accogliere i tesori che rappresentano la vera ricchezza di tutto il nostro territorio. Mi ha fatto molto piacere sentire la voce dell’arcivescovo, monsignor Francesco Massara, che ha voluto personalmente comunicarmi questa importante novità simbolo e segno di rinascita per le nostre comunità duramente provate dal sisma”.

Così il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, commenta la decisione della Commissione Europea di inserire il finanziamento di un milione e 100 mila euro nella modifica del Programma operativo del Por – Fesr per realizzare un nuovo polo museale a palazzo Margarucci poi Scina Gentili. La nobile dimora fu costruita nel 1621 per volontà di Nuto Margarucci, cavaliere e console della città. All’inizio dell’Ottocento la proprietà passò in eredità alla famiglia Scina Gentili che la donò all’autorità vescovile la quale, a sua volta, vi istituì il seminario e vi fissò la dimora del vescovo. Il complesso architettonico non ha subito danni a causa del terremoto del 2016: “Speriamo di potervi vedere allestito presto il nuovo polo museale, sarebbe una straordinaria occasione per tornare a mostrare i tesori della nostra comunità e di tutta la nostra arcidiocesi. Rendere fruibili le opere d’arte, e aprire magari una sezione dedicata al restauro delle stesse, sarà veramente un importante segno di ripartenza per tutti”.

Contenuto inserito il 10/04/2020

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Autore Daniele Pallotta - Ufficio Stampa

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